Le leggende del ciclismo italiano: Gianni Bugno. Parte 2

La consacrazione di Gianni Bugno arrivò nel 1990, quando riuscì a dominare in ogni suo aspetto una stagione lunga e difficoltosa. Il primo successo arriva con la Milano-Sanremo, grazie ad un indimenticabile fuga iniziata sul Cipressa. Non fu semplice rintuzzare gli attacchi di uno spettacolare Dolion e di un indomito Golz lanciati all’inseguimento del campione italiano. Bugno riuscì in ogni caso ad arrivare sul traguardo con un vantaggio di sei secondi aggiudicandosi il titolo.

L’annata continua con un altro successo, quello al Giro del Trentino, seguito a breve dalla sua straordinaria vittoria al Giro d’Italia, indossando la Maglia Rosa durante il primo giorno della corsa e mantenendola fino al termine, aggiudicandosi inoltre tre tappe differenti tra loro, una tappa in salita, una cronometro di una tappa classica in pianura, mostrando una supremazia a tratti imbarazzante. Vince distaccando Mottet di oltre 6 minuti nella classifica finale. Molti ciclisti avrebbero potuto ritenersi soddisfatti di un palmares di questo tipo, ma la caratteristica peculiare di Gianni Bugno era la sua capacità di essere in forma per un periodo prolungato, dalla primavera fino al termine dell’estate, e oltre.

Proprio per questo nel 1990 riesce ad aggiudicarsi le tappe di Bordeaux e dell’Alpe d’Huez al Tour de France, terminando però solamente al settimo posto nella classifica finale. Nasce in lui l’idea di poter lottare per aggiudicarsi la corsa più importante al mondo. Le vittorie non terminano qui, prima della fine dell’anno, si aggiudica la Wincanton Classic, un’altra gara nella programmazione della Coppa del mondo. La stagione terminerà alla grande con la vittoria della Coppa del mondo e il terzo posto a Utsonomiya, al mondiale, inchinandosi solamente a Dhaenens e De Wolf.

Il 1990 è quindi giudicabile come una vera e propria stagione da “cannibale”. Il 1991 non sarà molto differente, anche se l’annata comincia senza grandi squilli, probabilmente con l’intento di mantenersi in forma perfetta per il fine stagione. La preparazione viene azzeccata perfettamente, si aggiudica tre tappe al Giro d’Italia, ma questa volta è solamente quattro al termine della corsa. Arriva il momento del Tour de France e l’intenzione è ovviamente quella di puntare a vincere la classifica finale. Riesce ad aggiudicarsi nuovamente la durissima tappa dell’Alpe d’Huez, ma al termine della corsa è secondo in classifica finale, Miguel Indurain resta imbattibile anche per Gianni Bugno.

Le due corse a tappe più importanti dell’anno lo hanno visto tra i protagonisti, ora è il momento di puntare sulle più accessibili corse di un giorno. Si aggiudica la classica di San Sebastiano (corsa valida per la Coppa del mondo), diventa campione del mondo superando rivali del calibro di Rooks e Indurain, senza dimenticare la vittoria nel Memorial Nencini.

A soli 27 anni è sulla vetta del mondo, uno dei ciclisti più importanti e forti a livello internazionale. Il ciclista italiano più forte dai tempi di Moser. Tutti si attendono una grande escalation del campione, la piena maturità tra i 28 e 32 anni dovrebbero dargli la possibilità di migliorare ulteriormente, ma in realtà Gianni Bugno non riesce a superare i risultati raggiunti fino a quel momento, nonostante non manchino grandi vittorie anche negli anni successivi.