Il più grande velocista italiano: Mario Cipollini

Mario Cipollini nasce a Lucca nel 1967, conosciuto da tutti come il “Re leone” è stato per molti anni il più grande sprinter italiano in attività. La sua carriera inizia fin dalla tenera età. I sacrifici non mancano, ma i frutti del grande lavoro saranno ripagati ampiamente da una carriera straordinaria che l’ho visto protagonista di una serie davvero infinita di vittorie.

Inizia la sua avventura come professionista nel 1989 e non bisognerà attendere molto tempo per iniziare a vincere tappe importanti nelle più importanti corse internazionali ed essere accomunato ai più grandi campioni del suo tempo. Le sue grandi doti in volata diventano una leggenda, la capacità di Cipollini di pedalare senza sosta per centinaia di chilometri in “souplesse”, distaccandosi solamente nei tratti di salita, per poi ritornare in testa al gruppo con straordinarie accelerazioni, lo ha reso una leggenda tra i velocisti internazionali.

Le grandi vittorie per distacco

La supremazia di Cipollini in volata diviene a tratti incredibile. Sono molte le vittorie che vedono il simpatico ciclista toscano voltarsi per guardare gli avversari che giungono distaccati sul traguardo. Dall’inizio della sua carriera fino al 2002, Cipollini si aggiudica 115 vittorie, a quel punto la sua carriera sembra terminare. Si tratta di una stagione piena di vittorie nella prima parte dell’anno, con vittorie di prestigio come: la tappa di San Benedetto del Tronto durante la Tirreno Adriatica, la tappa del Giro del Mediterraneo, la Milano-Sanremo, le tappe di Conegliano, Munster, Caserta ed Esch-surAlzette durante un’incredibile 85º giro d’Italia.

Arriva il momento dell’annuncio del suo ritiro, in realtà però Cipollini non si ritira, ma si prepara a partecipare al suo primo mondiale. A 35 anni, nell’ottobre 2002, si aggiudica il 69º campionato del mondo su strada in Belgio. Una vittoria arrivata a età avanzata per un ciclista, questo sorprende appassionati e intenditori. Un segnale, la vittoria di un italiano a 10 anni da quella di Gianni Bugno. Il mondiale celebra definitivamente una straordinaria carriera che l’ho visto aggiudicarsi 12 tappe al Tour de France e addirittura 40 tappe del Giro d’Italia.

Un ciclista di grande personalità, non ci mette molto a venire un divo  del mondo ciclistico. Diventa testimonial di capi d’abbigliamento e marche di scarpe. Cipollini finisce sui giornali non sempre per le sue imprese sportive, piace particolarmente alle donne, ma non mancheranno svariate polemiche causate dalla sua voglia di dire sempre ciò che pensa. In particolare per esempio una critica sagace nei confronti del ciclismo odierno. Resta in ogni caso un ciclista particolarmente amato dagli appassionati e dai colleghi, in particolare per una schiettezza senza fronzoli e per essere stato uno dei pochi restato al di fuori di qualsiasi sospetto in merito a sostanze dopanti, dramma che ha flagellato il ciclismo nel corso degli ultimi decenni.

Nel 2003, durante il Giro d’Italia, la sua brillantezza non è più quella di un tempo e viene spesso battuto in volata dal suo erede designato, Alessandro Patacchi. L’obiettivo di SuperMario è però quello di superare il record di Alfredo Binda, e l’obiettivo viene raggiunto quando si aggiudica la 42ª tappa del Giro d’Italia.